Articoli

Come definire il sistema retributivo aziendale?

Sistema retributivo aziendale: come definirlo?

Nelle turbolenze che attraversano la nostra economia, con le derivanti complessità interpretative e operative, permane – anzi, si rafforza – l’esigenza di gestire efficacemente il sistema retributivo aziendale per salvaguardare la competitività e il successo dell’azienda.

Perché la politica di reward sia veramente efficace deve permettere di sostenere l’attuazione della strategia di business attraverso le persone e per fare ciò è fondamentale che le politica retributiva aziendale parta da una vera e propria strategia di reward.

Questo assunto si basa su due concetti chiave:

  • Il contesto specifico aziendale è fattore fondamentale per l’assunzione delle corrette decisioni applicative in tema di Reward.
  • Esiste una robusta relazione tra il risultato aziendale e le politiche retributive che l’azienda adotta.

Possiamo riassumere in questo modo gli step necessari alla definizione del sistema retributivo aziendale:

  1. Identificazione della Strategia di Reward aziendale. Con Strategia di Reward si intende una serie di principi guida che definiscono le caratteristiche delle diverse componenti del sistema retributivo. Tale strategia dovrebbe essere allineata, da un lato, alla Mission, ai valori e agli obiettivi di business che l’azienda si pone e, dall’altro, alle caratteristiche delle persone che la compongono. Questo allineamento è basilare giacché garantisce la correlazione tra azioni di gestione retributiva adottate, livello di motivazione/performance delle persone e successo aziendale,  che è, appunto, dato dalla capacità dell’azienda di raggiungere gli obiettivi definiti nella strategia di business e di rispecchiare la Mission e i valori aziendali.
  2. Analisi e Definizione del Posizionamento Retributivo, che deve rispecchiare la strategia definita in precedenza. Il Posizionamento Retributivo è un indicatore della scelta operata dall’azienda in termini di livelli sul mercato delle retribuzioni e deve essere basato su quattro principi: il principio di legittimità (o contratto),  il principio della competitività esterna (o mercato), il principio dell’equità interna all’azienda e il principio della capacità retributiva (o ability to pay). Definire il posizionamento retributivo significa dunque sviluppare dei riferimenti secondo i quali remunerare i diversi ruoli aziendali. Al fine di verificare il proprio posizionamento è necessario confrontare l’attuale livello retributivo applicato dall’azienda con quello delle altre aziende appartenenti al proprio mercato di riferimento ed è qui che un’analisi retributiva solida gioca un ruolo fondamentale.
  3. Formulazione della Politica Retributiva, ossia i principi trainanti e le regole di funzionamento dei diversi elementi del sistema di Reward, quali ad esempio i principi che regolano gli aumenti retributivi all’interno dell’azienda.

Il patto tra i dipendenti e le aziende sta cambiando: il rapporto di lavoro sarà sempre più basato su una reciprocità di aspettative e prestazioni.  In questo contesto non bisogna sottovalutare l’impatto positivo di una corretta gestione retributiva in quanto:

“Avere in atto un corretto sistema di remunerazione aiuta le persone a fare le giuste scelte per assicurare il raggiungimento degli obiettivi strategici aziendali – Michael Porter”

Giulia Zucca
OD&M Consulting

Il Lean Thinking:come innovare e competere nel settore Life Sciences

Lean Thinking, come innovare e competere nel settore Life Sciences.

Cos’è il settore Life Sciences?

Il settore Life Sciences rappresenta ormai un contesto strategico rilevante all’interno del nostro Paese, giocando un forte ruolo di stimolo e di rilancio della competitività globale e nazionale per via del forte investimento che questo settore realizza nel campo della ricerca e sviluppo, in personale altamente qualificato, in processi produttivi tecnologicamente innovativi, in nuove attività imprenditoriali.

Tuttavia, come altre aziende di altri settori, si trova a operare in un contesto competitivo altamente instabile e fragile, caratterizzato da rapidi mutamenti di scenari sia in termini di concorrenza, dovuta anche all’emergere di nuovi paesi stranieri, che di mutevoli richieste e necessità da parte della clientela.

Lean Thinking, creare valore per il cliente

Soprattutto nel contesto specifico del settore scienze della vita, ovvero del farmaceutico, biotecnologico, medical device, occorre porre particolare attenzione alla capacità di creare valore per il cliente e di rispondere alle giuste esigenze del mercato. Le aziende che operano in questo settore, per la tipicità dei prodotti che vengono realizzati (farmaci, dispositivi medici e strumenti diagnostici) si trovano a gestire processi particolarmente complessi caratterizzati da tempi di sviluppo e di implementazione lentissimi con costi ingenti, sottoposti ad una regolamentazione elevata e a forti rischi di insuccesso.

Infatti criticità e/o errori nei processi e/o nei prodotti possono essere cruciali per la sopravvivenza di un’azienda: è necessario che il prodotto sia realizzato nel modo giusto, funzionale a soddisfare un bisogno effettivamente avvertito sul mercato, in grado di raggiungere la clientela in modo efficace e di generare valore per il cliente oltre che a garantire un ritorno economico per l’azienda. Fattori che spingono sempre di più alla ricerca di migliori performance sostenibili e di un’eccellenza strategica e operativa.

Per venire incontro a questa esigenza, sempre più diffusamente avvertita, negli ultimi anni si è sviluppato all’interno di alcune aziende del settore l’approccio Lean Thinking (Lean assessment), il quale grazie alla sua metodologia e alle sue tecniche fornisce alle imprese uno strumento concreto per raggiungere numerosi obbiettivi:

  • Ridurre gli sprechi
  • Destinare efficacemente le risorse
  • Essere più competitive sul mercato
  • Rimanere costantemente reattive ai cambiamenti
  • Ottimizzare il valore per il cliente finale

L’applicazione operativa di tale approccio, inteso come combinazione e integrazione di  principi, metodi e strumenti, ha dimostrato, infatti, che è possibile al contempo preservare il livello di qualità del prodotto o del servizio, agendo sulla complessità dei processi, favorendone la semplificazione, eliminando gli sprechi (e dunque, i relativi costi) e migliorare l’esperienza complessiva del cliente nonché la qualità (e dunque, il livello di soddisfazione) del lavoro di tutti gli attori coinvolti.

Il Lean Thinking è qualcosa di più di un metodo per il miglioramento dei processi, è un nuovo modo di ragionare che investe l’organizzazione nella sua totalità che si propone di aggredire gli sprechi lungo tutta la catena del valore facendo partecipare direttamente il personale alla ricerca delle soluzioni.

Alessandro Bacci
Partner Telos Consulting
Docente di Lean management – Università di Siena
Coordinatore Scientifico Luiss Lean lab – Luiss Business School